Dopo che sono state annunciate come ospiti per l’evento “Deductions & Space” ho deciso di fare qualche domanda ad Elena Casagrande ed Arianna Florean per conto di Meetup Italy, qui di seguito trovate le loro risposte.

Partiamo con le domande per Elena;

Andrea: Inanzitutto molto piacere e grazie per la disponibilità, inizio con una domanda riguardanta il tuo nome, ti chiami Elena ma utilizzi il nick name di Lara West come mai ? Hai scelto tu questo nome ?

Elena:
Ciao a tutti e grazie per questa chiacchierata!
Dunque Lara West è il nome di un personaggio che creai mentre ero al liceo, fa parte di una storia noir che un giorno spero, mi auguro, sogno di tirare fuori dal cassetto e farne un fumetto. Decisi di usarlo appena cominciai ad usufruire di tutti i social, email e compagnia bella che internet offriva, in quanto inizialmente, oltre alla moda del nickname, c’era anche una po’ di remore ad usare il proprio vero nome. Non mi si è più scollato di dosso, ma tant’è… is just a nickname.

Passiamo alla tua biografia, scrivi che hai seguito le tue passioni, hai avuto difficoltà o impedimenti nel farlo ?

Oggi come oggi mi rendo conto che grossi impedimenti non ne ho avuti, alla fine sono sempre riuscita a fare quel che volevo. Avrei voluto fare il Liceo Artistico invece dello Scientifico, ma col senno di poi è stata una bella esperienza e se potessi tornare indietro lo risceglierei, perché sento che mi ha arricchito come persona. Dopo il Liceo la scelta della facoltà da intraprendere fu dettata dalle amicizie e da pressioni familiari, ma non mi impedì di cominciare contemporaneamente anche la scuola di comics. E’ stato dopo qualche mese che ho preso forse la decisione più importante e forte: cioè smettere di frequentare l’università e dedicarmi totalmente al disegno. Le conseguenze sono state un po’ drastiche in famiglia, ma è bello vedere che sono riuscita a far valere le mie scelte, oggi che il mio papà va a lavoro portandosi i miei fumetti… quelle sì che so soddisfazioni!
Cosa consigli a chi vuole intraprendere una carriera che rispecchi quello che desidera ma ha qualcuno che glielo impedisce ?

Mi sento di consigliare che sarebbe bello poter seguire sempre cosa lo stomaco ci suggerisce, perché il cuore è troppo romantico, ma lo stomaco, l’istinto, è quello che soffre di più se lo neghiamo. E’ sempre bene però usare un po’ di cervello e autocritica e valutare i pro e i contro di ogni possibilità che la vita ci offre, quindi sapere quanto siamo disposti a sacrificare per seguire il percorso della carriera dei nostri sogni. Questo significa che le opinioni altrui sono paletti che dobbiamo valutare noi se usarli come consigli oppure aggirarli o abbatterli, l’importante è tenere bene in mente che NOI possiamo decidere, non gli altri per noi.

Quanto hai studiato per diventare quello che sei ? studi ancora oggi ?

Parlando in senso pratico, ho studiato la materia del mio lavoro durante i 3 anni alla Scuola Internazionale di Comics… ma non si smette mai. Finita la scuola ho studiato facendo da assistante a David Messina, oggi studio sulle opere di mille altri artisti, fumettisti, pittori, cartonisti, pubblicitari, registi. Non si finisce MAI di imparare, soprattutto in questo ambito; crescere, evolversi, è ciò che mantiene vivo lo spirito di questo lavoro, lo rende divertente e genera soddisfazioni. Mai fermarsi e sedersi comodi, bisogna sempre mantenere quell’umiltà che ci spinge ad imparare, dai propri errori e da chi è più bravo di noi, per superare i nostri limiti ed andare avanti.

Domanda sconveniente, riesci a mantenerti economicamente col tuo lavoro o devi, o hai dovuto, fare dei sacrifici ?

In questo senso mi sento molto fortunata: parlando strettamente della mia esperienza, non ho avuto momenti in cui ho dovuto far affidamento unicamente sulle mie forze, perché poco dopo la scuola e le prime esperienze lavorative sono andata a convivere con il mio ragazzo, quindi gli stipendi sono sempre stati 2 in casa (fortunatamente). Ho fatto dei sacrifici durante la scuola, facendo qualche lavoro occasionale e il servizio civile per pagare le rate mensili.
Quando ho cominciato la mia vera e propria carriera gli stipendi sono stati modesti e ripensandoci forse da sola ci avrei potuto vivere… ma il problema principale è che questo lavoro è nel 90% dei casi un lavoro che va a progetto, quindi stai sicuro per qualche mese e poi non si sa. Mi è capitato un periodo in cui non ho lavorato per parecchi mesi e se fossi stata sola, molto probabilmente avrei dovuto chiedere aiuto ai miei genitori o tornarmene a casa. Le situazioni economiche che offre questo mestiere sono molteplici, ci si può mantenere, ma i sacrifici sono sempre tanti, perché c’è la precarietà, perché ci sono le tasse, perché non c’è malattia, né ferie, nè festività, né orari… ci sono tutti i pro e i contro di un lavoro freelance.

Riguardo al tuo lavoro, quante ore al giorno gli dedichi ?

Dormo 6 ore di media, in un mese, impiego 1 ora e mezzo al giorno per mangiare e 1 ora per mantenermi una persona umanamente decente. Tutte le altre, lavoro, prendendomi pause sociali, romantiche e mediche qua e là.

Quanti personaggi, all’incirca, hai avuto l’occasione di disegnare ? Chi é il tuo preferito ?

Oddio… credo di esse arrivata ai 500 e passa… non li ho mai contati! Il mio preferito tra tutti quelli che ho disegnato? Non lo so proprio… diciamo che sono pochissimi quelli con cui mi sono divertita poco, ecco. Per tutti gli altri è stato ed è sempre un immenso piacere.

Per disegnare un personaggio suppongo tu debba conoscere la sua storia, hai letto tutta la serie di Hulk e guardato tutti gli episodi di Doctor Who ?

Spesso sarebbe utile sì, conoscere il background del personaggio che si sta per interpretare, ma altrettanto spesso non si ha il tempo. Io cerco di documentarmi il più possibile, perché mi piace avere bene in testa come muovere e far recitare il personaggio rimanendogli fedele il più possibile e cercando di mostrare la sua autentica natura, spesso lo faccio anche se devo disegnare il personaggio solo su una copertina o su una commission, mi piace conoscerli.
Riguardo Hulk (rosso) non ne ho avuto tempo, sapevo lo stretto indispensabile, riguardo il Dottore invece ero del tutto documentata in quanto ero fan della serie già da prima di cominciare a lavorarci.

C’é un personaggio che non disegni e che ti piacerebbe disegnare ?

Si, John Constantine, quando era Hellblazer.

Hai mai disegnato un personaggio che non ti piaceva ?

Sì. Ma non dirò mai qual è.

Qual é il tuo fumetto preferito ?

Quello che ancora devo leggere.

E quello che ti piace di meno ?

Non l’ho letto.

Il 25 aprile parteciperai all’evento « Deductions & space » organizzato da Meet up Italy, sei spesso ospite di manifestazioni come questa ?

Non conosco il genere di questo evento perché è la prima volta che vi partecipo, ma ultimamente sono ospite a diversi eventi organizzati in Italia e nel mondo, come incontri in fumetteria, convention, fiere, etc. . Suicide Risk (il titolo su cui sto lavorando per la Boom!Studios edito in Italia dalla Bao Publishing) e i fumetti del Dottore, mi hanno permesso di viaggiare molto per la loro importanza e promozione e cercando sempre di mantenere i miei impegni lavorativi, provo a partecipare a più incontri possibili, in quanto è sempre bello poter incontrare i fan, vecchi e nuovi, e regalare loro un bel ricordo.

Credo tu sia una persona molto umile, hai accettato di rispondere alle mie domande pur non conoscendomi e sapendo che non ho nessuna importanza particolare, inoltre anche il meet up a cui andrai insieme alla tua collega Arianna Florean non é un evento di grande livello come, invece puo’ essere un Romics… Modestia a parte, quanto sei conosciuta in Italia e nell’est del mondo per quello che fai ?

Sai penso non si tratti di umiltà, quanto di riconoscere la professionalità di un occasione e poterla rispettare. Per me non è tanto il prestigio dell’evento (che ovviamente però fa la sua parte) che mi porta alla partecipazione, quanto il come sia organizzato e quanta partecipazione possa avere.
Non so quanti mi conoscono fuori casa mia, so solo che vorrei continuare a fare bene quello che faccio per non deludere chi già mi segue e per farmi conoscere ancora di più. Finchè mi diverto mi basta che mi conoscano anche solo in 4 gatti.

Ti ringrazio ancora una volta per la tua disponibilita’ e ti saluto, grazie tante.

Grazie tantissimo a te!

Teminate le domande per Elena passiamo ad Arianna;

Inanzitutto molto piacere e grazie per la disponibilità, cerchero’ di fare domande differenti a quelle che ho fatto ad Elena in maniera da non essere ripetitivo. La prima domanda che mi e’ venuta in mente é la seguente : Perché colorista ?

Arianna:

Ciao, Piacere mio Andrea. In principio era … il mio amore per il disegno e la pittura, questo mi ha portato a volerlo fare come lavoro, da sempre . Il mio percorso è iniziato presso studi d’animazione, per poi approdare al fumetto e all’illustrazione. Ciò comporta un continuo studio –ricerca e sperimentazione, quindi mi ritrovo a ricoprire il ruolo di colorista oggi , semplicemente per un percorso lavorativo, fatto di occasioni e ovviamente necessità.

Personalmente credo che il colore dia quel tocco particolare ad un personaggio e metta in risalto alcuni aspetti che con un tema monocromatico non si notino, ma non leggo molti fumetti a colori e mi viene in mente di chiederti : un colorista lavora anche con il bianco e nero ?

Si, si può lavorare in scala di grigio, anche lì troviamo diverse gamme cromatiche, con luci-ombre ed atmosfere.

Tornando ai colori, qual é il tuo preferito ?

Se parliamo di un singolo colore … non saprei dipende dai giorni.

Quando devi colorare un determinato personaggio coma funziona ? Ci sono colori standard e altri con cui hai libera scelta ? Se si come scegli quali utilizzare ?

Se devo colorare un determinato personaggio, prendiamo ad esempio il Dottore per l’appunto, ovviamente necessita di una ricerca stilistica , quindi bisogna attenersi ai suoi colori (vestiario, fisicità) perchè è già ben caratterizzato, non posso scegliere io… ci sarebbe la rivolta dei fans, ma io stessa NON lo farei mai, il Dottore è il Dottore ( tutti e 12…)

Inizio a riciclare le domande, ma spero in risposte differenti ; chi é il personaggio che ti piace di piu’ colorare ?

Non c’è un personaggio in particolare…

E quello che ti piace di meno ?

…mi ricollego alla domanda precedente, più che altro dipende da come devo sviluppare la scena; se troppo articolata e necessita di molto tempo, ovviamente piace un po’ meno.

C’è qualcuno che non colori e che ti piacerebbe colorare ?

Sinceramente? Per quanto riguarda i fumetti per me colorare il Dottore è già stata un “vittoria”, il giorno che Elena me lo propose, feci i salti di gioia! Se parliamo invece di disegnatori ho avuto il piacere di collaborare, oltre ad Elena, con Gigi Cavenago,Werther dell’Edera, Antonio Fuso, David Messina, Claudia Balboni, Giampiero Casertano e Cristiano Spadoni… ed è già tanto, certo se poi dovesse arrivarmi una mail per collaborare con Davide Gianfelice ed un’altra oltreoceano da Sean Galloway avrei fatto tombola!

Anche tu sarai presente all’evento di Meet up italy ovviamente insieme ad Elena, da quanto lavorate insieme ?

Abbiamo iniziato la nostra collaborazione già 6 anni fa, ma come “coppia fissa” sono 3 anni, tutti su bellissimi progetti come X-Files (altro vecchio amore) Doctor Who e le variant covers di Suicide Risk.

Per lavorare con qualcuno che crea i disegni che tu dovrai, in seguito, colorare bisogna avere una certa sintonia oppure se puoi lavorare con chiunque ?

Io prima di iniziare un lavoro comunque sento il parere del disegnatore, come lo immagina, cosa vorrebbe. C’è anche una ricerca stilistica perchè ogni disegnatore ha il suo tratto, quindi non tutti vanno colorati allo stesso modo. Certo, la sintonia non fa mai male, anche perchè ci si capisce al volo, il risultato visivo finale che si immagina è lo stesso, con Elena per esempio è così.

Anche tu ti sei dimostrata molto disponibile ed umile, e ti ringrazio, quanto dai importanza a queste due cose, credi siano valori fondamentali per qualcuno che fa un lavoro come il tuo dove spesso é a contatto con la gente ?

Penso che disponibilità ed umiltà vadano applicate in generale nella vita di tutti i giorni nel rispetto della persona che ci troviamo davanti, a prescindere dal lavoro che si fa.

Ti ringrazio ancora una volta per aver speso il tuo tempo e ti saluto ! Grazie di cuore.

Sono io a ringraziare te per il tuo tempo e lo spazio che ci avete dedicato …e perchè non sei stato “cattivo” con le domande .

Qui terminano le risposte mi prendo la libertà di ringraziare ancora una volta Elena e Arianna per la loro disponibilità, Meetup Italy per avermi concesso questo piccolo spazio nel loro staff come articolista ed infine ringrazio voi fan che pazientemente leggete le cose che scrivo.

Andrea Doe.